Trieste, - E' chiaro il messaggio lanciato oggi a
Trieste dai presidenti delle Regioni Friuli Venezia Giulia ed
Alsazia, Adrien Zeller: se è giusto che le attività di ricerca
restino incardinate a livello nazionale, le politiche di
innovazione sembrano oggi più proprie delle realtà regionali.
Perchè le Regioni, ha sottolineato il presidente del Friuli
Venezia Giulia e dell'Assemblea delle Regioni d'Europa (ARE)
intervenendo al convegno ospitato all'Ospedale di Cattinara
dedicato all'illustrazione del progetto Interreg "Business to
Science to Business", hanno in questo momento storico della Ue
grandi responsabilità e grandi possibilità di manovra per
favorire la transizione dall'era industriale a quella della
conoscenza.
Generalmente, infatti, il livello regionale in Europa (rispetto
agli Stati) può proporsi con governi più solidi ed omogenei e
dunque in grado di mettere in cantiere riforme più coraggiose,
anche in considerazione del fatto che oggi la Ue appare più
stanca, con meno slancio per affrontare l'economia globale.
Le Regioni, invece, si sono trovati d'accordo i due presidenti
(Zeller, tra l'altro, anche vicepresidente dell'ARE), possono
offrire un loro contributo "fondamentale e specifico" per
l'innovazione, essendo in grado di attuare sinergia tra
Università/centri di ricerca, attività economiche del territorio,
pubblica amministrazione ed investitori finanziari.
Creare dunque a favore dell'innovazione e della competitività
forme di aggregazione "economia+ricerca" sui territori regionali
(supportate anche da finanziamenti comunitari con l'obiettivo
"Cooperazione territoriale europea" dotato nel periodo 2007-2013
di 7,5 miliardi di euro) che però devono guardare anche al di là
dei propri confini.
Una "ricetta" che il Friuli Venezia Giulia sta attuando con
l'Euroregione che coinvolge realtà regionali di Italia, Austria,
Slovenia e Croazia e l'Alsazia con la crescita di tre Poli di
competitività (per l'innovazione terapeutica, l'Automobile del
futuro, le fibre naturali) ampliati a Baden-Wuerttemberg
(Germania) e Svizzera settentrionale.
Una collaborazione che comunque non può limitarsi solo alla
prossimità transfrontaliera: da qui la volontà, confermata dai
due presidenti anche nell'ambito delle attività dell'ARE, di un
possibile coordinamento tra Friuli Venezia Giulia ed Alsazia nei
settori della ricerca d'eccellenza, ad iniziare ad esempio dal
settore della salute e, quindi, ricerca biotecnologica, sistemi
informativi, settore farmaceutico e della diagnostica.
ARC/Roberto Micalli